Medicina e Internet

Questo articolo è stato pubblicato nel numero 31 di Roche Online – 12/2000

Medicina e Internet

Internet ha ormai “invaso” ogni aspetto della società e in particolare il campo medico-sanitario – commenta Alvise Sagramoso – è stato quello più esposto a questa vera e propria “rivoluzione”. Il binomio “Internet e medicina” è così diventato un fenomeno di enormi proporzioni in cui però bisogna controllare attentamente la qualità dei contenuti scientifici. La monografia è stata organizzata in cinque grandi sezioni principali dedicate rispettivamente a: impatto della rete, divulgazione scientifica, teleducazione, telemedicina e informatizzazione dei dati.

La prima sezione si interessa dell’impatto che ha avuto Internet sulla società, espandendosi nell’arco di trent’anni – sottolinea Silvio Hénin – fino a raggiungere le proporzioni del fenomeno attuale. Questo è stato possibile anche grazie al fatto – sostiene Roberto Maragliano – che la rete, a differenza di altri media, è capace di svilupparsi contemporaneamente in molti ambiti differenti. Ma qual è il reale significato della rete? Internet non è solo – spiega Giovambattista Presti – software e hardware ma una matrice di componenti stratificati che interagendo fra di loro hanno dato origine, a partire da semplici bit, a una nuova forma di realtà.

La seconda sezione della monografia affronta il tema dell’informazione scientifica in rete e di come – commenta Stevan Harnad – le nuove forme espressive multimediali stanno rivoluzionando la pubblicazione del dato scientifico pur ponendo seri problemi, quali il diritto d’autore, il peer review e la conservazione dei testi digitali. Per quello che riguarda l’informazione biomedica in Internet – illustra Eugenio Santoro -, l’eccezionale aumento di domanda ne ha promosso la standardizzazione, con ripercussioni positive sulla qualità sia dei contenuti sia dei servizi offerti. Inoltre – aggiungono Piero Impicciatore, Chiara Pandolfini e Maurizio Bonati -, per evitare che siano diffuse in rete informazioni medico-scientifiche inesatte si sta studiando una serie di sistemi di certificazione della qualità dei contenuti, come la definizione di codici di autoregolamentazione e la stesura di linee guida.

La terza sezione del numero si occupa di teleducazione in ambito sanitario e di come in futuro essa svolgerà un ruolo sempre più di rilievo nella costruzione del sapere medico. Questo però – sottolineano Giacomo Delvecchio, Luisella Barberis e Luciano Vettore – a patto che vengano fornite precise indicazioni pedagogiche e metodologiche per realizzare un sistema educativo realmente completo e integrato. Alberto De Negri fa notare che ciò sarà realizzabile grazie al fatto che la teleducazione associa i vantaggi dei sistemi di formazione tradizionale sincrona con quelli delle tecniche asincrone. Per quanto riguarda i programmi di teleducazione organizzati per medici e infermieri, l’Australia è stata, a causa della sua scarsa densità abitativa, – affermano Philip Robinson, David Morris e Maria Darby – uno tra i primi Paesi del mondo a promuovere questo tipo di iniziative. Anche in Italia – rileva Luca Segantini – si stanno gradualmente riconoscendo le enormi potenzialità della formazione a distanza in ambito medico e alcuni progetti pilota ne stanno attualmente verificando i benefici.

Nella quarta sezione si tratta il valore – presente e futuro – della telemedicina e di alcune iniziative italiane nei settori della cardiologia, diabetologia e patologia. La crescente diffusione a livello globale della telemedicina – affermano Massimo Pagani, Daniela Lucini e Paolo Pizzinelli – prospetta la comparsa di nuovi scenari in cui il paziente avrà un ruolo sempre più consapevole e il rapporto tra medico e paziente sarà sempre più empatico. Inoltre – osserva Francesco Pinciroli -, gli enormi progressi ottenuti in questi anni nel campo della tecnologia informatica non solo consentiranno di rivoluzionare la pratica clinica quotidiana ma permetteranno anche, in un futuro non troppo lontano, di realizzare un sito web per ogni cittadino. Per quanto riguarda le iniziative in questo campo, Carlo Castiglioni, Alessandro Lesma e Vincenzo Nicosia illustrano i servizi offerti da un progetto per l’emergenza cardiologica che dal 1996 è operativo nelle strutture produttive della compagnia petrolifera Eni situate in località isolate. Sempre nel settore della cardiologia, Domenico Cianflone ricorda il progetto internazionale G8 Cardio-ANMCO – coordinato dall’Italia – il cui scopo è quello di realizzare un’infrastruttura informatica che consenta ai cardiologi di raccogliere i dati clinici, strumentali e terapeutici dei pazienti cardiopatici. Stefania Montani, Riccardo Bellazzi e Mario Stefanelli espongono il progetto M2DM finanziato dall’Unione Europea per il triennio 2000-2002 per aiutare, grazie a un sistema basato su una tecnologia multiaccesso, medici e pazienti nella complessa gestione del diabete mellito. Carlo Alberto Beltrami illustra i servizi attualmente offerti dalla telepatologia, come la consultazione di esperti e la telediagnosi intraoperatoria, il controllo di qualità e la telepatologia quantitativa, e fa una rassegna delle principali esperienze italiane in questo campo. Il costante aumento della domanda di salute anche in Italia ha indotto gli Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano – sostiene Angelo Antonini – a realizzare un ospedale virtuale che fornisce una serie di servizi che si integrano con quelli proposti dall’ospedale reale, completando l’offerta di informazione medica e migliorando il rapporto tra medico e paziente. Se da un lato la maggior parte delle applicazioni della telemedicina è stata sviluppata nei Paesi più industrializzati, – sottolinea Giovanni Magenes – dall’altro è in quelli tecnologicamente meno avanzati che la medicina in rete può rappresentare un valido strumento per sopperire alle carenze sanitarie. È quello che è accaduto grazie al progetto di teleconsulto medico realizzato tra l’Hopital Géneral di Ayamé in Costa d’Avorio e il Policlinico di Pavia.

L’ultima parte della monografia è dedicata all’informatizzazione dei dati clinici del cittadino, che – sostiene Marco Visconti – permetterà di ridisegnare il sistema informativo sanitario e di creare un portale sanitario nazionale capace di fornire servizi sempre più articolati. In questo scenario – aggiunge Alessandra Pastorino – sarà quindi possibile, in un futuro prossimo, memorizzare tutti i dati sanitari del cittadino in una carta sanitaria elettronica, una smart card che avrà la duplice funzione di elemento fisico di trasporto e di chiave di accesso a Internet.

Le rimanenti sezioni della monografia spaziano tra i diversi campi della medicina che Internet sta modificando in modo sostanziale. Un’applicazione di Internet, la posta elettronica, sta diventando uno strumento sempre più diffuso per comunicare, afferma Daniel Z. Sands, che illustra i vantaggi e gli svantaggi del suo utilizzo nella pratica medica oltre a fornire indicazioni su come usarla al meglio. Oltre al luogo dove reperire informazioni sulla salute Internet può diventare anche il mezzo – segnala Gianemilio Giuliani – per acquistare medicinali on line eludendo il controllo degli organismi professionali competenti. Questa situazione rischiosa ha spinto molti Paesi a introdurre norme legislative che ne proibiscono il commercio e sistemi per certificare i siti di vendita di farmaci on line. Diverso – precisano Ugo Capolino e Luca Segantini – è il quadro che riguarda gli acquisti on line di prodotti e servizi da parte di strutture sanitarie. In questo caso le procedure elettroniche apportano notevoli benefici e consentono di ridurre i costi amministrativi, gli acquisti fuori contratto e gli errori nella compilazione manuale degli ordini. Le caratteristiche di interattività di Internet sono state sfruttate da Roche Diagnostics – fa presente Greg Heath – che recentemente ha sviluppato una strategia commerciale grazie alla quale l’azienda instaura un proficuo dialogo con la clientela in grado di migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Marisa De Rosa mette in evidenza come Internet abbia radicalmente cambiato anche il modo di gestire gli studi clinici, migliorandone l’organizzazione e la qualità grazie a un processo di decentramento di tutte le funzionalità a livello periferico, pur mantenendo il controllo a livello centrale. È quello che sostiene anche Sergio Scaccabarozzi, che ricorda come il processo di raccolta e di gestione elettronica dei dati clinici abbia consentito alle aziende farmaceutiche di ottimizzare l’iter che porta alla commercializzazione del farmaco. Infine, Ludovica Paolucci fa osservare come Internet si è rivelato un prezioso alleato per Jerri Nielsen, responsabile medico della stazione di ricerca statunitense in Antartide, che grazie a questo potente mezzo di comunicazione ha ricevuto istruzioni dettagliate per autodiagnosticarsi un tumore alla mammella e per gestire da sola la chemioterapia.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s